
Sfratto con minori: il bilanciamento tra proprietà e tutela dell’infanzia
L’esecuzione di rilascio immobiliare (comunemente sfratto) è una fase delicata del processo civile, soprattutto quando nell’immobile sono presenti minori. In questi casi, la giurisprudenza è chiamata a bilanciare due interessi contrapposti:
- il diritto del proprietario a riottenere l’immobile
- la tutela dei soggetti vulnerabili, in particolare i minori
Le sentenze n. 1073/2025 e n. 1078/2025 del Tribunale di Cosenza offrono indicazioni importanti su come gestire lo sfratto in presenza di minori.
Le sentenze del Tribunale di Cosenza sul rilascio immobiliare
Nei casi esaminati, la parte obbligata aveva proposto opposizione all’esecuzione chiedendo la sospensione dello sfratto per vari motivi:
- controversie sulla proprietà e comunione dell’immobile
- mancato pagamento dell’indennità di occupazione
- qualificazione dell’immobile come casa familiare
- presenza di un minore
Il giudice ha chiarito quali di questi elementi possono incidere realmente sull’esecuzione.
Opposizione allo sfratto: cosa può valutare il giudice
Un principio centrale ribadito dal Tribunale di Cosenza è che:
Il giudice dell’esecuzione non può valutare questioni di merito (come proprietà o crediti tra le parti)
Queste devono essere trattate in altri procedimenti e non possono bloccare lo sfratto.
Casa familiare: non basta per sospendere lo sfratto
Il fatto che l’immobile sia adibito a casa familiare:
- non sospende automaticamente l’esecuzione
- rappresenta solo una valutazione di opportunità
Se esiste un titolo esecutivo valido, lo sfratto deve proseguire.
Sfratto con minori: sospensione o rinvio?
Il punto più rilevante riguarda la presenza di minori.
Secondo il Tribunale di Cosenza:
- la presenza di un minore non giustifica la sospensione dello sfratto
- può però giustificare un rinvio (differimento) delle operazioni
In pratica: lo sfratto non si blocca, ma può essere posticipato di alcuni mesi
Perché è possibile il rinvio dello sfratto
Il rinvio si basa su due principi fondamentali:
- tutela del minore
- buona fede oggettiva (artt. 1175 e 1375 c.c.)
Questo significa che:
- il proprietario deve tollerare un breve rinvio
- l’occupante deve usare il tempo per trovare un’altra casa
Quanto può durare il rinvio dello sfratto
Il Tribunale parla di un rinvio di “qualche mese”.
Nel caso concreto:
circa 3 mesi di differimento
La durata dipende da vari fattori:
- età dei minori
- condizioni familiari
- possibilità di trovare un alloggio
- periodo dell’anno
Sospensione dello sfratto: quando viene negata
Il Tribunale ha rigettato la richiesta di sospensione perché:
- non c’erano vizi del titolo esecutivo
- le motivazioni erano di merito (non rilevanti)
Tuttavia, ha concesso il rinvio per tutelare il minore.
Indicazioni pratiche per avvocati e parti
Per chi subisce lo sfratto
- puntare sulla presenza di minori
- dimostrare difficoltà concrete nel trovare casa
- chiedere un rinvio, non la sospensione
Per il proprietario
- il diritto al rilascio resta valido
- è utile accettare rinvii brevi e ragionevoli
- comportamento collaborativo = conforme alla buona fede
Conclusioni: sfratto e minori, la soluzione dei giudici
Le sentenze del Tribunale di Cosenza stabiliscono un principio chiaro:
Lo sfratto con minori non si blocca, ma può essere rinviato
Si tratta di una soluzione equilibrata che:
- tutela il diritto di proprietà
- protegge i minori da traumi immediati
- evita abusi del processo
Questo orientamento potrebbe diventare un punto di riferimento nella giurisprudenza italiana sullo sfratto.

