
Introduzione
Il pignoramento dello stipendio e della pensione nel 2025 rappresenta un tema cruciale per lavoratori e pensionati che si trovano in difficoltà economiche. In questo articolo analizziamo i nuovi limiti previsti dalla normativa italiana, con particolare attenzione a quanto può essere effettivamente trattenuto, a seconda del tipo di creditore e dell’importo percepito mensilmente.
Cos’è il pignoramento dello stipendio
Il pignoramento dello stipendio è un procedimento giudiziario attraverso cui un creditore può ottenere il pagamento di un debito, prelevando una quota fissa dello stipendio o della pensione del debitore direttamente dalla fonte (datore di lavoro o INPS). Tale quota è soggetta a limiti precisi, stabiliti dalla legge per garantire un minimo vitale.
Limiti di pignorabilità 2025: quanto possono trattenerti?
I limiti dipendono da:
- La natura del creditore (privato o pubblico)
- L’importo netto mensile dello stipendio o della pensione
- Il tipo di debito (ordinario o alimentare)
Creditori ordinari (banche, finanziarie, soggetti privati)
- Può essere pignorato al massimo il 20% dello stipendio netto (pari a un quinto).
Agenzia delle Entrate – Riscossione (debiti fiscali o cartelle esattoriali)
La legge stabilisce percentuali diverse in base allo stipendio netto percepito:
- Fino a 2.500 euro mensili: pignorabile al massimo il 10%
- Tra 2.500 e 5.000 euro: pignorabile al massimo il 14,3% (pari a un settimo)
- Oltre 5.000 euro: pignorabile al massimo il 20% (pari a un quinto)
Crediti alimentari (es. mantenimento figli o ex coniuge)
- Il giudice può autorizzare il pignoramento fino al 30% dello stipendio netto
Pignoramento sul conto corrente
Il pignoramento può avvenire anche sulle somme depositate in banca, ma la legge tutela i conti dove sono accreditati stipendi o pensioni.
- Per le somme già presenti sul conto al momento del pignoramento, è impignorabile l’importo equivalente a tre volte l’assegno sociale (pari a 1.616,04 euro nel 2025)
- Per gli accrediti futuri di stipendi o pensioni, è pignorabile solo la quota massima prevista (ad esempio, 20%), a condizione che sia tracciabile (cioè il versamento provenga da INPS o dal datore di lavoro)
Pignoramenti multipli: limiti complessivi
Nel caso in cui un soggetto abbia più pignoramenti contemporanei (es. da parte di una finanziaria e dell’Agenzia delle Entrate), la legge stabilisce un limite massimo cumulativo pari al 50% dello stipendio netto mensile.
Somme impignorabili: quali redditi sono sempre tutelati
Esistono alcune categorie di reddito completamente impignorabili, ovvero che non possono essere aggredite da alcun creditore:
- Pensioni e assegni di invalidità civile
- Redditi di cittadinanza o inclusione sociale
- Assegni familiari
- Indennità legate a gravi disabilità o assistenza personale
Come difendersi dal pignoramento
Conoscere i limiti aggiornati al 2025 ti permette di verificare che ogni pignoramento avvenga nel rispetto della legge. Se ti trovi in una situazione di sovraindebitamento, valuta queste soluzioni:
- Richiesta di rateizzazione delle cartelle esattoriali
- Avvio di un procedimento di esdebitazione (Legge 3/2012 o Codice della Crisi)
- Consulenza con un avvocato o un’associazione per la tutela del consumatore

