
L’evoluzione delle locazioni turistiche in Italia
Le locazioni turistiche brevi, un tempo espressione autentica della sharing economy, si sono evolute in una forma strutturata di sfruttamento economico delle abitazioni civili. Soprattutto in città turistiche come Roma e Firenze, questo fenomeno ha influito in modo rilevante sul mercato immobiliare urbano.
L’attrattività economica delle locazioni brevi ha portato molti proprietari a privilegiare l’affitto a turisti, riducendo drasticamente l’offerta abitativa tradizionale. Ciò ha contribuito all’aumento dei canoni di locazione, alla difficoltà di accesso alla casa e a un incremento degli sfratti per finita locazione.
Impatto delle locazioni brevi sul diritto all’abitare
Il crescente ricorso alle locazioni turistiche ha generato una pressione sulla residenzialità urbana, soprattutto nei centri storici. Le abitazioni sono sempre più destinate a un uso temporaneo e lucrativo, anziché alla funzione originaria di stabile dimora.
Questa dinamica mette in discussione il diritto fondamentale all’abitare, colpendo categorie vulnerabili come studenti, giovani coppie e famiglie a basso reddito. La situazione ha spinto le amministrazioni locali a introdurre misure di contenimento per ripristinare un equilibrio tra interessi economici e diritti collettivi.
Le limitazioni alla proprietà privata secondo la Costituzione
Secondo l’articolo 42 della Costituzione italiana, la proprietà privata ha una funzione sociale e può essere soggetta a limiti imposti dalla legge. Inoltre, l’articolo 9 tutela il patrimonio storico e artistico, particolarmente rilevante nei centri storici riconosciuti come patrimonio dell’umanità.
Questi principi costituzionali giustificano le limitazioni al godimento dell’immobile introdotte per contenere gli effetti negativi delle locazioni brevi, tutelando al contempo l’identità dei quartieri storici e l’accessibilità all’abitazione.
Modelli normativi locali: Firenze e Roma a confronto
Le città italiane si stanno muovendo in modi differenti:
- Firenze ha introdotto un divieto assoluto di nuove locazioni turistiche nel centro storico (area UNESCO), affiancandolo a incentivi fiscali per chi offre affitti residenziali. L’obiettivo è evitare la trasformazione del centro in un “albergo diffuso”.
- Roma, invece, adotta un approccio regolatorio flessibile: nessun divieto diretto, ma criteri di proporzionalità che definiscono limiti percentuali tra residenti e posti letto e distinguono tra vera sharing economy e attività imprenditoriali.
Verso un nuovo concetto di proprietà urbana
Il concetto di proprietà privata urbana non è più statico. È emersa una visione dinamica, in cui i diritti individuali devono essere bilanciati con interessi pubblici, come la tutela del territorio, la qualità della vita urbana e il diritto all’abitare.
La sfida consiste nel distinguere tra uso condiviso e uso speculativo degli immobili, promuovendo un modello di sviluppo sostenibile che non comprometta la coesione sociale né il valore storico delle città.

