
Il mutamento del rito nella procedura di sfratto è un passaggio cruciale disciplinato dall’art. 667 del codice di procedura civile. Questo cambio di rito si verifica quando il giudice, in sede di convalida, non concede l’ordinanza di rilascio o non assegna il termine previsto dall’art. 663 c.p.c.. Vediamo in dettaglio quando si verifica, quali sono le conseguenze e cosa comporta per le parti coinvolte.
Quando Avviene il Mutamento del Rito
Il mutamento del rito nello sfratto si attiva in vari scenari, tra cui:
- Il giudice non concede l’ordinanza di rilascio o non assegna il termine di cui all’art. 663 c.p.c..
- Il conduttore si costituisce e offre un canone non contestato, come previsto dall’art. 666 c.p.c.: il giudizio prosegue quindi con rito speciale locatizio.
- Nei casi frequenti di sfratto per morosità, quando l’inquilino si presenta personalmente senza assistenza tecnica proponendo opposizioni generiche. In tale ipotesi, il giudice dispone il proseguimento del giudizio nel merito, sempre secondo il rito locatizio.
Conseguenze del Mutamento del Rito
Una volta disposto il mutamento, il processo prosegue nel merito secondo le regole del rito speciale locatizio, che riprende le forme del rito del lavoro. Le principali implicazioni sono:
- Il giudice fissa un termine perentorio per il deposito di memorie e documenti integrativi.
- Tuttavia, la Corte di Cassazione ha stabilito che l’omessa assegnazione del termine non comporta automaticamente nullità, a meno che non vi sia stata una concreta lesione del diritto di difesa.
- Il passaggio al rito locatizio non dà origine a un nuovo processo, ma rappresenta una prosecuzione del giudizio avviato con l’intimazione di sfratto. Di conseguenza, le preclusioni già maturate restano valide.
Ammissibilità di Nuove Domande Dopo il Mutamento del Rito
In generale, non è possibile proporre nuove domande nella memoria integrativa, a meno che queste non siano necessarie per replicare alle difese del convenuto.
- Una domanda è considerata nuova quando cambia l’oggetto dell’azione, la causa petendi o si introduce un tema di indagine differente.
o Esempi di domande nuove inammissibili:
- Domanda di risoluzione per grave inadempimento (art. 1456 c.c.) in un procedimento nato per sfratto per morosità.
- Richiesta di oneri condominiali non previsti nell’intimazione iniziale.
- Domanda di penale contrattuale non inserita all’origine.
- È invece ammessa l’emendatio libelli, cioè una modifica non sostanziale della domanda, ad esempio per:
o Aggiornare il petitum includendo canoni maturati successivamente.
o Integrare la richiesta con oneri accessori.
Domanda Riconvenzionale del Conduttore
- Se il conduttore si è già costituito con avvocato, deve proporre la domanda riconvenzionale nella fase iniziale.
- Se era privo di difesa tecnica, potrà farlo nella memoria integrativa assegnata dopo il mutamento.
- La domanda riconvenzionale deve essere accompagnata da richiesta di rinvio dell’udienza, pena inammissibilità.
Mediazione e Mutamento del Rito
La mediazione obbligatoria non è prevista prima dell’introduzione del procedimento per sfratto o licenza. Tuttavia, dopo il mutamento del rito, la situazione cambia:
- Se il convenuto propone eccezioni o domande riconvenzionali, il giudice ha l’obbligo di disporre l’invio in mediazione.
- Secondo la giurisprudenza, la mediazione diventa condizione di procedibilità solo dopo il mancato provvedimento di convalida.
- Spetta all’attore che chiede la risoluzione del contratto promuovere la mediazione.
Rito Sommario e Rito Locatizio: Sono Compatibili?
Vi è un dibattito dottrinale sull’ammissibilità della trasformazione da rito sommario (art. 702 bis c.p.c.) a rito locatizio:
- Una parte della dottrina lo ritiene inammissibile.
- Altri lo considerano ammissibile, ritenendo che non rientri nelle ipotesi escluse dall’art. 702 ter c.p.c. (domande non proponibili al giudice monocratico).
Eccezioni e Mutamento del Rito
- Il giudice deve sollevare l’incompetenza territoriale già alla prima udienza di convalida, non dopo il mutamento del rito.
- Il convenuto costituito con difensore deve proporre eccezioni sostanziali o di competenza subito.
- Se non si è costituito nella fase sommaria, potrà farlo nella memoria integrativa successiva.
Conclusioni
Il mutamento del rito nel procedimento di sfratto è un istituto di fondamentale importanza per comprendere l’evoluzione del giudizio in ambito locatizio. Coinvolge diversi aspetti procedurali, dalle memorie integrative alle nuove domande, dalla mediazione obbligatoria alla gestione delle eccezioni. Una corretta gestione di questa fase può incidere significativamente sull’esito della causa.

