Cedolare Secca Applicabile Anche per Locazioni Abitative a Uso Professionale del Conduttore

La Cedolare Secca nei Contratti di Locazione a Uso Abitativo Professionale

In ambito di redditi da locazione, il locatore ha la possibilità di optare per il regime della cedolare secca anche quando il contratto di locazione ad uso abitativo è stipulato nell’esercizio di un’attività professionale da parte del conduttore. Questo principio è stato recentemente confermato dalla Cassazione, che ha accolto il ricorso di un contribuente contro l’Agenzia delle Entrate.

 

La Decisione della Cassazione e il Caso Specifico

Il caso è nato in Lombardia, dove la Commissione Tributaria Regionale (CTR) aveva confermato la legittimità degli avvisi di liquidazione e delle sanzioni imposte dall’Agenzia delle Entrate per il mancato pagamento dell’imposta di registro su un contratto di locazione. Questo contratto, stipulato con una società, riguardava un immobile destinato ad uso abitativo per il legale rappresentante della società stessa.
Il contribuente ha contestato questa decisione, portando il caso fino alla Cassazione. La Suprema Corte ha stabilito che il locatore può scegliere il regime della cedolare secca anche quando il conduttore utilizza l’immobile a fini abitativi nell’ambito della sua attività professionale.

 

La Normativa Riferita e l’Interpretazione della Cassazione

Secondo la Cassazione, l’esclusione prevista dall’articolo 3, comma 6, del d.lgs. n. 23/2011, riguarda solo le locazioni di unità immobiliari a uso abitativo effettuate dal locatore nell’esercizio di un’attività d’impresa o professionale. Pertanto, se l’immobile è destinato ad uso abitativo, il locatore può usufruire della cedolare secca indipendentemente dall’uso professionale del conduttore.

 

Modalità di Applicazione della Cedolare Secca

Il proprietario di un immobile destinato a uso abitativo può scegliere il regime della cedolare secca, pagando l’imposta in acconto e a saldo, secondo le modalità stabilite dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 7 aprile 2011. La base imponibile è calcolata sul canone di locazione annuo, con un’aliquota del 21% o ridotta per i contratti a canone concordato (d.l. n. 47/2014). Va notato che il locatore che opta per la cedolare secca non può richiedere l’aggiornamento del canone.
Conclusione e Sentenza della Cassazione
La sentenza della Cassazione ha cassato la decisione della CTR Lombardia e ha accolto il ricorso del contribuente, stabilendo un principio di diritto importante: la qualità del conduttore e la riconducibilità della locazione a un’attività professionale sono irrilevanti ai fini dell’applicazione della cedolare secca, purché l’uso dell’immobile sia abitativo.
Questa decisione rappresenta un chiarimento significativo per i proprietari di immobili e per i professionisti, confermando la possibilità di beneficiare del regime agevolato della cedolare secca anche in situazioni dove l’immobile, seppur destinato ad abitazione, è utilizzato nell’esercizio di attività professionali.

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