Indennità di Avviamento per Locazione di Immobili Destinati ad Attività Professionali

L’indennità di avviamento è una tematica cruciale nel contesto delle locazioni di immobili destinati ad attività commerciali. Tuttavia, l’articolo 35 della legge 392 del 1978 stabilisce che tale indennità non compete nel caso di esercizio di un’attività professionale. Questo articolo esplora le motivazioni giuridiche e pratiche di questa esclusione, nonché le eccezioni e le interpretazioni giurisprudenziali rilevanti.

 

La Normativa di Riferimento

Secondo l’art. 35 della legge 392 del 1978, l’indennità di avviamento non si applica alle attività professionali. Questa esclusione si basa sulla natura fiduciaria del rapporto tra il cliente e il professionista, dove prevale l’elemento personale del servizio offerto. La legge fa riferimento alle attività riconducibili alla prestazione d’opera intellettuale (art. 2230 c.c.), per le quali è solitamente richiesta l’iscrizione in albi o elenchi professionali (art. 2229 c.c.).

 

Motivazioni dell’Esclusione

Il legislatore ha ritenuto che non vi sia un avviamento oggettivo da tutelare nel caso delle attività professionali. La logica è che il trasferimento dello studio del professionista non incide significativamente sulla conservazione dei rapporti con la clientela, poiché il legame cliente-professionista è basato sulla fiducia personale. La Suprema Corte ha ribadito questa posizione, affermando che per le attività professionali l’avviamento non è direttamente collegato all’ubicazione dell’immobile, ma all’intuitu personae, ovvero al rapporto personale tra il professionista e il cliente.

 

La Prestazione d’Opera Intellettuale in Forma d’Impresa

Una delle principali eccezioni alla regola riguarda la prestazione d’opera intellettuale svolta in forma d’impresa. La Suprema Corte ha utilizzato il criterio della prevalenza per stabilire il diritto all’indennità di avviamento. Se l’attività professionale è preminente rispetto all’attività organizzativa imprenditoriale, l’indennità può essere riconosciuta. In pratica, se l’organizzazione in forma di impresa diventa assorbente rispetto all’attività professionale, il professionista può assumere la qualità di imprenditore commerciale.

 

Attività Professionali e Natura Commerciale

Anche le attività di insegnamento, pur avendo una natura eminentemente intellettuale, possono essere organizzate in forma d’impresa. La Cassazione ha affermato che se l’attività di insegnamento è gestita secondo criteri di economicità e rappresenta il risultato di un’organizzazione aziendale, essa va considerata come esercitata in forma d’impresa e, quindi, avente diritto all’indennità di avviamento.

 

Riconoscimento dell’Avviamento Commerciale

Per ottenere l’indennità di avviamento, è necessario che l’immobile locato sia un punto di riferimento per la clientela. La giurisprudenza ha stabilito che il conduttore può rivendicare il diritto all’indennità solo se il locale costituisce un luogo “aperto” alla frequentazione della generalità dei consumatori. In altre parole, deve essere un luogo capace di attrarre e mantenere una clientela indifferenziata.

 

Conclusioni

La distinzione tra attività professionale e imprenditoriale è cruciale per determinare il diritto all’indennità di avviamento. Il criterio della prevalenza del tipo di attività esercitata è fondamentale per questa classificazione. Se l’organizzazione imprenditoriale diventa preponderante rispetto alla prestazione d’opera intellettuale, l’attività assume natura commerciale, con conseguente diritto all’indennità. Tuttavia, se i locali non costituiscono collettori di clientela e fattori di avviamento, tale diritto non può essere riconosciuto. La giurisprudenza continua a evolversi su queste tematiche, fornendo interpretazioni sempre più dettagliate e precise.

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