Responsabilità del Conduttore per Danni a Terzi da Immissioni

Quando un terzo subisce danni a causa di immissioni intollerabili provenienti da un immobile in locazione, il processo legale per ottenere un risarcimento può essere complesso e richiede la raccolta di prove specifiche. Ecco una panoramica sui passaggi fondamentali e sugli aspetti giuridici coinvolti.

 

Prove Necessarie e Onere della Prova

Il terzo che desidera chiamare in giudizio il conduttore di un immobile deve presentare elementi a supporto della violazione riscontrata. Questo onere della prova si basa non solo sull’interrogatorio formale del convenuto, volto a ottenere una confessione, ma anche sulle testimonianze di chi è a conoscenza dei fatti e sulle risultanze di una Consulenza Tecnica d’Ufficio (C.T.U.). Quest’ultima è cruciale per stabilire il nesso di causalità tra l’evento dannoso e i danni subiti, oltre che per quantificarli adeguatamente.

 

Limiti di Tollerabilità delle Immissioni

Il limite di tollerabilità delle immissioni non è assoluto, ma varia in base alla situazione ambientale, alle caratteristiche della zona e alle abitudini degli abitanti. Questo aspetto rende necessario che la richiesta di perizia sia corroborata da elementi concreti e non da mere ipotesi esplorative. La perizia di parte deve delineare esattamente l’ambito di indagine, fornendo al giudice i quesiti giusti per la valutazione del caso.

 

Responsabilità del Proprietario dell’Immobile

Il proprietario dell’immobile non è automaticamente responsabile per i danni provocati dal conduttore a meno che, al momento della stipula del contratto, non fosse prevedibile, con una normale diligenza, che il conduttore avrebbe potuto causare danni a terzi. Questo principio è stato confermato da diverse sentenze, tra cui Cassazione VI, n. 4908/2018 e App. Ancona, 15 ottobre 2019.

 

Danno alla Salute del Terzo

Per stabilire un danno alla salute del terzo provocato dalle immissioni, è necessario fornire documentazione sanitaria adeguata. Tale documentazione serve come base per richiedere una C.T.U. medico-legale che accerti il nesso causale tra le immissioni e il danno alla salute. Senza questa prova, il terzo non ha diritto a nessun risarcimento, anche se sostiene di essere stato danneggiato dal comportamento del conduttore o dei suoi familiari (Cassazione II, n. 661/2017).

 

Conclusione

Il percorso legale per ottenere il risarcimento dei danni provocati da immissioni intollerabili richiede una solida base probatoria e la comprensione dei limiti di tollerabilità relativi al contesto ambientale. La responsabilità del conduttore e del proprietario deve essere chiaramente definita, e il danno alla salute del terzo deve essere documentato e dimostrato con precisione. Solo così sarà possibile ottenere una condanna al risarcimento dei danni subiti.

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