Sfratto per morosità e il ruolo del garante nel contratto di locazione

La richiesta di decreto ingiuntivo ex art. 664 c.p.c. avanzata anche nei confronti del fideiussore è inammissibile.

L’esperienza della procedura di sfratto per morosità porta spesso il locatore a formulare richieste di decreto ingiuntivo, estendendo la richiesta contro il garante del conduttore. Tuttavia, questa prassi solleva una serie di questioni sia sul fronte processuale che su quello sostanziale. È importante comprendere il quadro normativo e le implicazioni giuridiche di queste richieste per garantire una corretta applicazione della legge e dei diritti delle parti coinvolte.

 

Il decreto ingiuntivo ex art. 664 c.p.c.: Una forma particolare di ingiunzione di pagamento

Il decreto ingiuntivo ex art. 664 c.p.c. rappresenta una modalità particolare di decreto ingiuntivo, che presenta alcune caratteristiche distintive rispetto al decreto ingiuntivo ordinario previsto dall’art. 633 e seguenti c.p.c. Queste peculiarità sono di fondamentale importanza per comprendere le limitazioni e le condizioni della richiesta.

In primo luogo, l’ingiunzione di pagamento in questa procedura è preceduta da un contraddittorio ex ante, in quanto l’intimazione di sfratto per morosità è notificata alla parte prima dell’emissione del decreto. Questo tipo di decreto comprende non solo i canoni scaduti, ma anche quelli ancora da scadere fino all’effettivo rilascio dell’immobile. Inoltre, include anche le spese relative all’intimazione e non solo quelle dell’ingiunzione stessa. È immediatamente esecutivo per legge e può essere concesso solo all’interno del giudizio di convalida di sfratto per morosità, il quale coinvolge esclusivamente le parti del rapporto locatizio.

 

Rapporti tra locazione e fideiussione: Differenze e implicazioni procedurali

È importante distinguere tra il rapporto di locazione e quello fideiussorio, in quanto le implicazioni procedurali sono diverse. Mentre il rapporto locativo coinvolge il locatore e il conduttore, il rapporto fideiussorio coinvolge il locatore e un terzo garante. La Corte Suprema ha confermato che il rito applicabile a una controversia derivante da una fideiussione prestata da un terzo a garanzia degli obblighi di locazione è quello ordinario.

Questa distinzione è fondamentale perché l’obbligazione principale e quella fideiussoria mantengono una propria individualità, sia soggettiva che oggettiva. La causa dell’obbligazione garantita può basarsi su qualunque altra causa idonea, mantenendo una distinzione netta tra i due tipi di rapporti.

 

Implicazioni della richiesta di ingiunzione nei confronti del garante

Quando il locatore include nel procedimento di sfratto per morosità anche il garante del conduttore, sorgono diverse problematiche procedurali. In primo luogo, il locatore non ha legittimazione attiva per formulare richieste nei confronti di soggetti che non siano il conduttore. In secondo luogo, il terzo garante non ha legittimazione passiva.

Una possibile obiezione è che la richiesta potrebbe essere qualificata come una ordinaria domanda di pagamento somme contro un terzo convenuto nel procedimento di convalida. Tuttavia, questa domanda sarebbe da rigettare poiché mancano i presupposti e le condizioni previste dalla legge.

 

Connessione tra domande di locazione e fideiussione

La connessione tra le domande relative al rapporto di locazione e quelle riguardanti la fideiussione è solo di coordinazione e non di subordinazione. Questo significa che non esiste un vincolo di subordinazione tra le due domande, ma solo ragioni di connessione. Pertanto, non è consentito il cumulo di domande assoggettate a riti diversi, a meno che non siano connesse secondo le specifiche ipotesi stabilite dalla legge.

In conclusione, la richiesta di decreto ingiuntivo nei confronti del garante del contratto di locazione è inammissibile sia per mancanza di legittimazione che per la mancanza di fondamento giuridico. È essenziale rispettare le distinzioni tra il rapporto locativo e quello fideiussorio per evitare confusione e garantire una corretta applicazione della legge.

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