Tribunale di Torre Annunziata su contratto non registrato e restituzione dei canoni versati

Il caso deciso dal Tribunale di Torre Annunziata nella sentenza 639 del 2024 riguarda una controversia relativa a un contratto di locazione per un appartamento ad uso abitativo, nel quale la locatrice ha intentato una causa di sfratto per morosità nei confronti del conduttore, sostenendo che quest’ultimo non avesse pagato i canoni di locazione per diversi mesi.

 

I fatti del caso

La locatrice, inizialmente, citò il conduttore dinanzi al Tribunale per ottenere la risoluzione del contratto di locazione e il rilascio dell’appartamento, oltre al pagamento dei canoni non corrisposti. Il conduttore, invece, contestò l’esistenza stessa del contratto di locazione, sostenendo che le firme apposte sul contratto erano false. Inoltre, il conduttore affermò che tra le parti era stato stipulato un altro contratto, anch’esso nullo perché mai registrato.

 

Le fasi del processo

La causa subì un mutamento di rito, passando da un procedimento sommario a uno ordinario, e le parti depositarono memorie integrative. In seguito, si svolse una procedura di mediazione obbligatoria che non ebbe esito positivo. Vennero ammesse le consulenze richieste dalle parti, una grafologica per verificare l’autenticità delle firme e una per la stima dell’indennità di occupazione.

 

La decisione del Tribunale

Dopo un’analisi approfondita delle prove e delle argomentazioni presentate dalle parti, il Tribunale pronunciò la sua decisione con la sentenza n. 639/2024 nella quale affermò quanto segue:

  1. Nullità del contratto di locazione: La consulenza grafologica confermò che le firme sul contratto di locazione non appartenevano al conduttore, quindi il contratto era nullo.
  2. Accertamento dell’occupazione senza titolo: Poiché i contratti di locazione erano nulli, si configurò l’occupazione senza titolo da parte del conduttore. Il Tribunale ordinò il rilascio dell’immobile.
  3. Restituzione delle somme versate: Il conduttore ottenne il diritto di ottenere la restituzione delle somme versate a titolo di canoni di locazione e oneri condominiali, poiché il contratto era stato giudicato nullo. Tuttavia anche il locatore ottenne un’indennità per l’occupazione senza titolo, per cui fu disposta una compensazione tra le somme dovute tra le parti. In particolare, poiché i contratti di locazione sono stati dichiarati nulli, la parte ricorrente avrebbe dovuto restituire alla   resistente le somme versate. Per quantificare tale restituzione, è stato calcolato l’importo mensile del canone di locazione, essendo non contestato che l’importo pagato era di € 550,00 al mese. Tuttavia, l’indennità di occupazione è stata valutata in € 516,46 al mese dal Tribunale. Pertanto, il ricorrente è stato condannato a corrispondere la differenza tra il canone versato e l’indennità di occupazione, corrispondente a € 33,54 al mese. Questa somma è stata calcolata per ogni mensilità che è stata pagata dal resistente nel decennio precedente al deposito della domanda di sfratto per morosità, fino al mese di costituzione del resistente nella fase sommaria del procedimento.
  1. Determinazione dell’indennità di occupazione: L’indennità di occupazione fu quantificata considerando il valore locativo dell’immobile.
  2. Spese di lite: Le spese di lite furono compensate tra le parti.

 

Considerazioni finali

Il caso evidenzia l’importanza della corretta stipula e registrazione dei contratti di locazione e l’obbligo di pagamento dei canoni. La nullità di un contratto può avere conseguenze significative per entrambe le parti coinvolte. In questo caso, il Tribunale ha cercato di bilanciare gli interessi delle parti e garantire una giusta risoluzione della controversia.

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