Cessazione attività come motivo di recesso nella locazione commerciale

La Corte di Cassazione, sez. III Civile, ha emesso l’Ordinanza n. 26618 del 09/09/2022, in risposta al ricorso presentato da Basso Investimenti s.p.a. riguardante un caso di locazione commerciale con la Unione Farmacisti del (OMISSIS). La controversia verte sul recesso anticipato dal contratto da parte della conduttrice, e sulle conseguenze legali di tale azione.

 

Contesto e Controversia

Nel caso in esame, Basso Investimenti s.p.a. ha chiesto la dichiarazione di illegittimità ed inefficacia del recesso anticipato dalla Unione Farmacisti del (OMISSIS), affermando che il recesso non rispettava il termine di preavviso e che non forniva motivazioni adeguate secondo la normativa vigente. La Unione Farmacisti del (OMISSIS), invece, ha difeso la legittimità del proprio recesso, sostenendo che la cessazione dell’attività costituiva motivo grave ai sensi della legge applicabile.

 

Decisione della Corte d’Appello e Impugnazione

La Corte d’appello di Venezia ha confermato la sentenza di primo grado, sostenendo che la cessazione dell’attività rappresentava un motivo grave per il recesso anticipato. Tuttavia, ha anche stabilito che il recesso era avvenuto al di fuori dei termini legali di preavviso, confermando pertanto la condanna della conduttrice al pagamento dei canoni fino al gennaio 2013.

 

Esame dei Motivi di Ricorso

Basso Investimenti s.p.a. ha quindi presentato un ricorso in Cassazione, articolandolo su quattro motivi. Tra questi, il secondo motivo ha ottenuto l’accoglimento della Corte. Si è ritenuto che la comunicazione di recesso della conduttrice non specificasse adeguatamente i gravi motivi richiesti dalla legge per un recesso anticipato. Inoltre, si è evidenziato che la cessazione dell’attività da parte della conduttrice non costituiva un motivo oggettivo e imprevedibile, ma piuttosto una scelta imprenditoriale.

 

Conseguenze della Decisione

L’accoglimento del secondo motivo ha portato alla cassazione della sentenza d’appello e al rinvio della causa alla Corte d’appello di Venezia per un nuovo esame. La Corte d’appello dovrà considerare se l’invalidità del recesso comporti il pagamento dei canoni di locazione fino alla scadenza convenuta, tenendo conto delle circostanze specifiche del caso.

In conclusione, la decisione della Corte di Cassazione ha ribadito l’importanza della specificazione dei motivi di recesso e ha chiarito che la cessazione dell’attività commerciale, da sola, non costituisce motivo sufficiente per un recesso anticipato ai sensi della legge.

 

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