Provvedimenti di Rilascio di Immobili Urbani

forza pubblica

Nel complesso contesto giuridico degli sfratti per finita locazione ad uso abitativo, emergono diverse questioni relative alla competenza, alla discrezionalità e all’esercizio delle proprie ragioni, delineando un quadro normativo che richiede un’analisi approfondita. Attraverso una serie di sentenze e pronunce, viene tracciato un percorso che evidenzia i poteri delle autorità prefettizie, le limitazioni della loro discrezionalità e le conseguenze dell’esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Questo articolo si propone di esplorare tale scenario, ponendo l’accento sui nodi cruciali emersi dalla giurisprudenza costituzionale e ordinaria.

 

Competenza e Ruolo del Prefetto

La competenza dell’autorità prefettizia nell’esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili urbani adibiti ad uso abitativo è un aspetto centrale sottolineato dalla giurisprudenza. La sentenza del Pretore Civile di Padova del 4 dicembre 1997, n. 1315, nella causa Alibardi c. Agostini, ha chiarito che la necessità del locatore per l’ottenimento della forza pubblica rientra nell’esclusiva competenza del prefetto. Questo principio è confermato anche dalla decisione del Consiglio di Stato del 20 febbraio 1995, n. 108, che sottolinea la responsabilità del prefetto nell’assicurare l’assistenza della forza pubblica, pur lasciando spazio alla sua valutazione prudenziale e responsabile.

La competenza del giudice dell’esecuzione è delimitata nel tempo, come indicato dalla sentenza del Pretore Civile di Roma del 19 luglio 1993, n. 4628, che afferma la cessazione della competenza del pretore dopo il periodo di quarantotto mesi previsto dalla legge. Tuttavia, è importante sottolineare che il giudice dell’esecuzione non è competente a valutare la mancata concessione dell’assistenza della forza pubblica, poiché tale valutazione rientra nella discrezionalità della P.A., come precisato dalla sentenza del Pretore Civile di Roma del 16 luglio 1993, nella causa Contera c. Angeli.

 

Discrezionalità Limitata e Esercizio Arbitrario delle Proprie Ragioni

L’azione esecutiva, come evidenziato dalla giurisprudenza, rappresenta un diritto soggettivo del singolo ad ottenere dall’autorità statale le attività necessarie per l’esercizio del proprio diritto. Tuttavia, questa discrezionalità dell’autorità pubblica è limitata e non può essere esercitata in modo arbitrario. La sentenza della Corte d’Appello Civile di Milano del 27 ottobre 1981, n. 1694, sottolinea che il provvedimento di concessione o diniego della forza pubblica deve fondarsi su comprovate esigenze di servizio o situazioni equiparabili a forza maggiore.

L’esercizio arbitrario delle proprie ragioni da parte delle autorità pubbliche è vietato, come evidenziato dalla sentenza del Pretore Penale di Milano del 28 ottobre 1993, n. 4536, che condanna il locatore per sostituire la serratura dell’appartamento del conduttore senza la presenza dell’ufficiale giudiziario, nonostante l’assistenza della forza pubblica fosse stata concessa.

 

Giurisprudenza Costituzionale e Limitazioni

La giurisprudenza costituzionale ha chiarito alcuni punti fondamentali riguardanti la legittimità degli atti normativi e delle decisioni delle autorità prefettizie. È stata respinta la questione di legittimità costituzionale degli articoli del decreto legge n. 551/1988, convertito nella legge n. 61/1989, che riguarda le misure urgenti per fronteggiare la carenza di disponibilità abitative. La Corte Costituzionale ha stabilito che non vi è omogeneità tra la priorità del locatore nell’ottenere l’assistenza della forza pubblica e l’opposizione del conduttore all’esecuzione del provvedimento.

 

Conclusioni e Riflessioni

In conclusione, il quadro normativo e giurisprudenziale relativo agli sfratti per finita locazione ad uso abitativo evidenzia la complessità delle questioni in gioco. La competenza dell’autorità prefettizia, la limitazione della discrezionalità e il divieto di esercizio arbitrario delle proprie ragioni sono i pilastri su cui si fonda un sistema che cerca di bilanciare gli interessi dei vari attori coinvolti. La giurisprudenza costituzionale e ordinaria fornisce orientamenti chiari, ma resta sempre aperta la sfida di trovare soluzioni equilibrate e giuste per tutte le parti coinvolte in questi delicati procedimenti.

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