Sfratto e gestione dei beni mobili

sfratto e beni mobili

L’atto di esecuzione dello sfratto porta con sé una serie di complessità, spesso legate alla presenza di beni mobili all’interno dell’immobile oggetto dello sfratto. Ai sensi dell’articolo 609 del codice di procedura civile italiano, l’Ufficiale Giudiziario concede allo sfrattato un periodo, generalmente compreso tra 15 e 30 giorni, per rimuovere i suoi beni mobili in accordo con il proprietario. Durante questo lasso di tempo, lo sfrattato deve coordinarsi con il proprietario per ottenere l’accesso all’immobile e trasportare i suoi averi altrove. Un elemento chiave è il cambiamento delle serrature, che limita l’accesso autonomo dello sfrattato e sottolinea la necessità di una pianificazione accurata per il trasporto dei beni.

 

Conseguenze della non-rimozione dei beni mobili durante lo sfratto

Qualora lo sfrattato non riesca a rimuovere i suoi beni entro il termine prestabilito, l’Ufficiale Giudiziario, su richiesta dell’avvocato del proprietario, agirà in base all’articolo 609 del codice di procedura civile. Se il valore dei beni supera le spese di custodia e trasporto, sarà nominato un custode che si occuperà del trasporto e successiva vendita dei beni, similmente a quanto avviene con i beni pignorati. Le entrate generate dalla vendita saranno utilizzate per coprire le spese e i compensi del custode. Nel caso in cui la vendita non sia fruttuosa, sarà necessario smaltire i beni. Nel caso in cui il valore dei beni non superi le spese, l’Ufficiale Giudiziario procederà con lo smaltimento o la distruzione dei beni. Questa situazione si verifica comunemente negli sfratti che coinvolgono immobili ad uso abitativo, dove i beni mobili spesso non superano il valore delle spese di custodia e trasporto.

 

Valutazione dei beni mobili e il ruolo del perito

Quando si rende necessaria un’accurata valutazione dei beni presenti nell’immobile, specialmente in contesti commerciali con attrezzature di valore, l’Ufficiale Giudiziario può nominare un perito. Quest’ultimo è incaricato di stimare in modo preciso il valore dei beni e verificare se tale valore superi le spese di custodia e trasporto. Questa procedura diventa cruciale in contesti commerciali in cui potrebbero essere presenti attrezzature o macchinari di valore considerevole. La nomina di un perito evidenzia la necessità di una valutazione accurata per garantire equità nel processo di sfratto.

 

Diritto di richiesta della riconsegna dopo lo sfratto

Una peculiarità del processo di sfratto è la possibilità per lo sfrattato di richiedere la riconsegna dei suoi beni anche dopo la scadenza del termine assegnatogli dall’Ufficiale Giudiziario. Prima della vendita o dello smaltimento dei beni, lo sfrattato ha il diritto di chiedere al Giudice dell’Esecuzione la riconsegna dei suoi averi, pur a fronte del pagamento delle spese di custodia e trasporto sostenute durante il processo di sfratto. Questo diritto offre uno spazio temporale aggiuntivo per il recupero dei beni, creando un ulteriore livello di protezione per lo sfrattato durante questa fase delicata del procedimento legale.

 

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