Sfratto e forza pubblica

sfratto e forza pubblica

Il potere discrezionale dell’Ufficiale giudiziario e l’ausilio della forza pubblica

L’articolo 608, secondo comma, c.p.c., stabilisce il procedimento per l’esecuzione dello sfratto per morosità e dello sfratto per finita locazione, attribuendo all’Ufficiale giudiziario il compito di garantire il passaggio del possesso dell’immobile alla parte istante. La discrezionalità dell’Ufficiale giudiziario nell’utilizzare la Forza Pubblica per superare eventuali ostacoli è vincolata all’effettivo soddisfacimento del diritto all’esecuzione. Le operazioni devono essere documentate, e il controllo sulla legittimità dell’ausilio spetta al Giudice dell’esecuzione, secondo una sentenza della Cassazione del 1998.

 

La funzione giurisdizionale e l’obbligo dell’Autorità amministrativa

L’art. 101 della Costituzione stabilisce la riserva della funzione giurisdizionale ai magistrati ordinari, sancendo che ogni questione giuridica rientri nella loro competenza. La negazione dell’assistenza della Forza Pubblica per l’esecuzione di un provvedimento giurisdizionale contrasta con i principi di buona amministrazione, secondo l’art. 97 della Costituzione. La Corte Costituzionale ha ribadito che l’interferenza dei poteri dello Stato nell’attività del giudice è inammissibile, sia durante il processo che dopo l’attuazione della sentenza.

 

Il risarcimento del danno per la mancata assistenza della Forza Pubblica

La mancata assistenza della Forza Pubblica per l’esecuzione coattiva di un provvedimento giurisdizionale crea una situazione paradossale, secondo la Cassazione del 2003. Nel caso di diniego, spetta alla Pubblica Amministrazione dimostrare l’impossibilità di prestare assistenza. Il privato non è tenuto a dimostrare l’ingiustificato rifiuto. La richiesta di assistenza, se negata dall’Autorità competente, può dar luogo a un giudizio di risarcimento danni. Il privato ha il diritto di ottenere, dall’amministrazione, le attività necessarie all’esecuzione forzata del provvedimento, compreso l’uso della Forza Pubblica, come confermato dalla Cassazione nel 1988. Il risarcimento del danno per la ritardata o mancata concessione della Forza Pubblica può essere compatibile con l’indennizzo per l’equa riparazione, ai sensi della legge Pinto e della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, in ragione della lunghezza del processo.

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