Sfratto esecutivo

sfratto esecutivo

In questo articolo ti spiego in cosa consiste lo sfratto esecutivo, i vari passaggi della sua procedura e i tempi che lo caratterizzano.

In un altro mio articolo su come funziona uno sfratto, ho evidenziato le due fasi di cui si compone quest’ultimo, che sono in particolare:

  • la fase giudiziaria
  • la fase esecutiva

La fase giudiziaria è quella che inizia con la notifica dell’intimazione di sfratto per morosità o dell’intimazione dello sfratto per finita locazione e termina con l’emissione di un provvedimento di sfratto esecutivo da parte del Giudice, l’ordinanza di convalida.

Tale provvedimento costituisce il titolo esecutivo che permette di iniziare l’azione di rilascio, qualora l’inquilino non abbandoni in modo spontaneo l’immobile condotto in locazione (fase esecutiva), assistita dall’intervento dell’Ufficiale Giudiziario, e finalizzata allo sgombero dell’immobile.

 

 Qual è la procedura relativa all’esecuzione dello sfratto? 

La prima cosa che dovrà fare l’avvocato civilista sarà quella di provvedere alla notificazione dell’ordinanza di convalida di sfratto, nonché di un atto di precetto di rilascio. 

L’atto di precetto non è altro che un’intimazione, indirizzata all’inquilino, di liberare l’immobile entro 10 giorni dalla notifica, avvertendolo che, in mancanza, verrà dato seguito all’azione esecutiva di rilascio. 

Una volta che siano trascorsi i 10 giorni concessi, e non vi sia stato rilascio spontaneo dell’immobile, l’avvocato richiederà all’ufficiale giudiziario la notifica di un avviso di rilascio, che non è altro che un ulteriore atto che riporta la data fissata dall’ufficiale giudiziario del primo accesso, cioè del giorno in cui l’Ufficiale stesso si recherà per la prima volta nell’immobile locato, invitando il conduttore a rilasciarlo. 

In genere questo primo accesso è esclusivamente interlocutorio e lo sfratto non viene eseguito. In tale occasione l’ufficiale giudiziario informa l’inquilino dell’inizio dell’azione di rilascio e prendi informazioni in merito allo stesso, al suo nucleo familiare e ad ogni circostanza che possa influire sul rilascio.

Come ho evidenziato in altro mio articolo relativo alle categore protette nello sfratto, la presenza di alcune persone fragili all’interno del nucleo familiare potrebbe ritardare anche di alcuni mesi l’esecuzione dello sfratto. Si tratta in particolare della presenza di:

  • minori o anziani;
  • animali domestici;
  • portatrici di handicap;
  • familiari sottoposti agli arresti domiciliari

 

Quante volte può essere rinviato lo stratto?

Effettuato il primo accesso, l’ufficiale giudiziario rinvierà l’esecuzione a data successiva disponendo un altro rinvio. Il numero successivo di rinvii dipende da diversi fattori tra cui la disponibilità dell’Ufficiale giudiziario o delle forze dell’ordine ad intervenire, nonché la presenza nel nucleo familiare dei soggetti sopra indicati. 

 In caso di particolari difficoltà esistenti nell’esecuzione, si chiederà l’intervento della forza pubblica e una volta sostituita la serratura di ingresso, l’Ufficiale giudiziario consegnerà le chiavi al proprietario, avvertendo l’inquilino di non introdursi più nell’immobile, andando altrimenti incontro alle sanzioni previste dalla legge. 

L’inquilino o chiunque altro faccia accesso nell’immobile, dopo l’intervenuta liberazione dello stesso, commetterà il reato di violazione di domicilio.