Aggiornamento Istat: quando si applica

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I contratti di locazione commerciali ed abitativi sono regolati da due differenti leggi in materia di aggiornamenti Istat, vediamo quali.

 

Istat: quali le regole per le locazioni commerciali?

 

Nello specifico, i contratti di locazione per uso commerciale sono regolati dalla legge 392/78 e, in particolare, dall’ art. 32, che prevede la possibilità di un aggiornamento annuale del canone di locazione in misura non superiore al 75% dell’ indice Istat.

L’art. 41, comma 16 del Dl 207/2008 ha previsto, tuttavia, un’eccezione, stabilendo un aggiornamento libero per i contratti di locazione commerciale con durata superiore a quella minima, ovvero di almeno 7 anni + 6.

Inoltre, per l’aggiornamento del canone nelle locazioni commerciali è necessaria ed inderogabile l’espressa richiesta del proprietario, che può avere anche forma diversa da quella della raccomandata.

 

Quali le regole per le locazioni abitative

 

Per i contratti abitativi, invece, stipulati in base alla legge 431 del 1998, le parti possono prevedere degli aumenti del 100% della variazione Istat, anche con meccanismo automatico. Questo non vale, tuttavia, per i contratti a canone concordato per i quali si applica l’aggiornamento ISTAT al 75 %.

In caso di scelta del regime di cedolare secca, inoltre, il proprietario non potrà chiedere l’aggiornamento Istat. Per questi contratti, quindi, il canone rimarrà lo stesso per tutto per tutto il periodo della locazione, ciò almeno fino a quanto non si decida di modificare il regime fiscale, scegliendo il regime Irpef.

La variazione Istat da prendere in considerazione, solitamente, è quella del mese precedente la scadenza del contratto. Quindi, un contratto con decorrenza dal 1 ottobre, deve prendere in considerazione l’indice di settembre.

 

Si possono chiedere gli arretrati?

 

In caso di mancato aggiornamento del canone di locazione, non è possibile per il locatore chiedere quanto il conduttore non ha versato; tuttavia, è possibile aggiornare il valore del canone di affitto andando indietro nel tempo. Pertanto, se il contratto è in vigore dal 01/09/2016 e il proprietario non ha mai chiesto l’aggiornamento Istat, potrebbe dal 01/09/2019 chiedere che l’inquilino versi il canone aggiornato con gli indici dal 2016 ad oggi, ma non può chiedere quanto non incassato a seguito del mancato aggiornamento.

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